Un pilone d’acciaio, un faro, un villaggio tra due mari.
L’estrema punta nord-orientale della Sicilia, dove lo Ionio incontra il Tirreno e le correnti dello Stretto non si fermano mai.
Già i Greci la chiamavano Peloro e vi collocarono il mito di Scilla e Cariddi. Da allora è borgo di pescatori: sullo Stretto vegliano il faro di Capo Peloro e il grande Pilone d’acciaio, innalzato negli anni Cinquanta per portare l’energia oltre il mare.
Il Semaforo di Granatari tra difesa dello Stretto, segnalazioni marittime e radiotelegrafia Forte Spuria, noto nella memoria locale anche come Semaforo di Granatari, occupa una posizione…
Lo spettacolo “Danza e Musica oltre le barriere – XVIII edizione”, originariamente previsto nelle scorse settimane, non ha potuto svolgersi nella data programmata a causa del grave evento…
Da Punta del Faro la lanterna segna da secoli l’ingresso dello Stretto. È la luce che dà il nome al luogo e che, ancora oggi, indica ai naviganti la strada di casa.
Scopri il Faro →Alto oltre 200 metri, il traliccio di Torre Faro reggeva i cavi che portavano la corrente oltre lo Stretto. Oggi non porta più energia, ma resta il segno più riconoscibile del paesaggio della punta.
Scopri il Pilone →
Il mare che divide è lo stesso che, da sempre, ci tiene uniti.
Proprio qui, dove la distanza tra Sicilia e continente è minima, da generazioni si immagina il ponte. Promessa, attesa e dibattito: una storia che appartiene a Torre Faro.